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Il Premio Bancarella nasce a Pontremoli nel secondo dopo guerra per iniziativa di studiosi e appassionati della terra di Lunigiana, come Renato Mascagna, Manfredo Giuliani, Don Marco Mori, che sono a conoscenza della straordinaria tradizione dei "librai pontremolesi" e ne comprendono l'importanza e lo sviluppo per la diffusione e il commercio del libro. Tra i primi a richiamare l'attenzione sui librai ambulanti della Lunigiana troviamo Luigi Campolonghi che, nel romanzo Pontremoli, una cittadina italiana fra l'800 e il '900, scrive che "tutti i librai ambulanti che si vedon per le vie del mondo vengono da Montereggio". I nomi di questi venditori stagionali, che partono quando la primavera rende agevoli i passi, non ricordano le grandi imprese editoriali della nuova Italia. Ma senza di loro, senza la loro vita di sacrifici, molta storia culturale dell'Italia non si riuscirebbe a spiegare. Quando la primitiva gerla non è più sufficiente e l'asinello è stanco di trainare per il mondo la bancarella, i librai pontremolesi si fermano nelle città d'Italia coi loro banchi di libri e aprendo librerie. I Rinfreschi a Bolzano, Piacenza, Pistoia e Genova; i Vannini a Parma e Brescia; i Galleri a Bologna, Lucca, Siena e Milano; i Ghelfi a Verona, Brescia, Padova, Vicenza, Venezia, Bologna, Ferrara, Rimini, Milano, Recoaro, Treviso, Ancona, Montecatini, Cattolica, Recanati, Orvieto e Vercelli; i Giovannacci a Parma, Piacenza, Como, Sondrio, Varese, Vercelli, Domodossola, Casale, Milano, Biella, Alessandria e Courmayeur; i Bertoni a Piacenza, Udine, Verona, Venezia e Genova; i Maucci alla Spezia, Genova, Milano e Savona; i Giambiasi a Salsomaggiore, Massa e Savona; i Lorenzelli a Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona; i Tarantola alla Spezia, Modena, Parma, Ravenna, Padova, Piacenza, Treviso, Venezia, Udine, Monza, Milano, Belluno, Teramo, Pescara, Bergamo e Brescia; i Lazzarelli a Biella, Vercelli e Novara; i Bizzarri a Legnano; i Tolozzi e Bardini a Genova. Da questa tradizione nasce nel 1952 il Premio Bancarella, come riconoscimento letterario dei librai di origine pontremolese. Subito il mondo editoriale capisce l'importanza di un premio gestito totalmente da coloro che svolgono la funzione di tramite tra il lettore e l'autore. Un punto di vista privilegiato che consente al venditore delle bancarelle o delle librerie di farsi interprete dei gusti della gente e di dare indicazioni precise alle scelte editoriali. La vittoria di Ernest Hemingway con Il vecchio e il mare nel 1953, anticipa il Nobel e inizia l'albo d'oro dei vincitori del Bancarella. Altre due volte vengono premiati scrittori, Pasternak e Singer, prima del prestigioso riconoscimento dell'Accademia Svedese, confermando la capacità dei librai di saper riconoscere, a secondo degli anni, il gusto dei lettori. La Fondazione Città del Libro è creata nel 1959, quando ci si rende conto che il Bancarella è diventato un premio troppo grande e impegnativo per poterlo continuare a gestire con le due associazioni dell'Unione Librai Pontremolesi e l'Associazione dei Bancarellai. Davanti al notaio di Pontremoli, Mario Angella, si ritrovano Luigi Baldini, Aronne Bertoli, Dino Bertolini, Gian Carlo Dosi Delfini, Mario Mengoli, Don Marco Mori, Andrea Negrari, Mario Polverini, Cesare Reisoli, Ernesto Schiavello, Luigi Serni, Tolozzi Renzo e Nicola Zucchi Castellini. La Fondazione si propone "di mantenere vive quelle tradizioni librarie che già caratterizzarono, nel passato, l'attività della gente dell'Alta Val di Magra, sia nel campo dell'editoria sia in quello del commercio ambulante e stabile". In particolare la Fondazione intende stimolare le iniziative ed organizzazioni "più adatte a far più largamente conoscere il valore del libro, la sua tecnica, la sua funzione ed a provocarne la diffusione". Una particolare attenzione viene data "al problema della distribuzione del libro nelle classi popolari". Per ottenere questo la Fondazione intende organizzare "incontri tra gli esponenti delle varie categorie interessate al libro: editori, scrittori, librai stabili, bancarellisti, illustratori, giornalisti". Inoltre è cura della Fondazione di "far sorgere ed assistere anche altre forme di attività e di associazioni culturali più qualificate, che abbiano un particolare riferimento a Pontremoli ed alla Lunigiana, attraverso le quali la "Città del Libro" possa attingere nuove energie di valore creativo ed organizzativo". Alla presidenza della Fondazione sono stati eletti in questi quarant'anni Luigi Serni, Alberto Del Nero e Nello Balestracci.
Giuseppe Benelli
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