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| Il Premio Bancarella nasce nell'agosto
del 1952 con il primo raduno dei Librai Pontremolesi. Scrive Oriana
Fallaci nel settembre dello stesso anno sul settimanale "Epoca": "Giunsero
da tutte le parti d'Italia. Qualcuno arrivava in automobile, ma la
maggior parte scendeva dal treno". "Gli uomini vestivano per lo più
abiti a righe, e avevano sul panciotto, bene in mostra, la catena
d'oro. Le donne, più dimesse, tenevano al braccio sinistro certe ampie
borse da spesa. Erano i librai più vecchi del mondo: i capelli bianchi
apparivano come distinzione necessaria in quell'adunata". "Non si
riconoscevano più, quantunque molti fossero imparentati fra loro.
Due, Elisabetta e Luigi Rinfreschi, non si vedevano da quarant'anni.
Dal treno scese anche Bista Fogola, uno dei Fogola che ora sono sparsi
un po' dappertutto: a Pisa, a Torino, a Spezia, a Genova. ad Ancona.
Venne uno dei Tarantola, uno dei Santoni, una discendente dei Maucci,
Maria Maucci che incominciò a nove anni la sua carriera, a diciott'anni
sposò un libraio, a vent'anni ne sposò un altro che le dette tre figli,
ora tutti librai". Da Pontremoli circa sessanta librai si trasferivano
a Mulazzo, dove in pineta "avevano alzato un palco alla meglio, con
un microfono, quattro seggiole e una bandiera". Nel verde tra i pini
erano presenti tanti bancarellai giunti dalle varie città, scrittori,
editori e uomini politici. Sul palco si ricordano il ministro Giovanni
Gronchi, l'editore Valentino Bompiani, Ernesta Cassola (la vedova
di Luigi Campolonghi), Salvator Gotta, il sindaco di Mulazzo con la
fascia tricolore, Perazzoli il segretario dell'Associazione Librai
Ambulanti con posteggio fisso. Continua la Fallaci nel suo articolo:
"Molti parlarono, ma il discorso impegnativo lo fece Gotta che, tra
l'altro, disse un gran bene delle bancarelle. I librai stavano intorno,
in piedi sotto i castagni, ad ascoltare con piglio competentissimo".
L'indomani si barricano dentro il municipio di Pontremoli e fanno
il solenne giuramento. In quella sala del palazzo comunale, proprio
sotto il Campanone, "le loro facce rugose apparivano, nella penombra,
solenni come quelle di arcaiche statue di legno". "Uno a un certo
punto si alzò, alto e massiccio, con i baffoni all'umbertina, e disse:
"Ed ora, amici, propongo un solenne giuramento: quello di ritrovarsi
nel nostro paese, ogni anno, in un dato giorno, a questa stessa ora,
finché Iddio ci conserva, e fare una bella mangiata". Seguì un lungo
silenzio; poi i librai alzarono lentamente all'altezza del viso la
mano e giurarono". Così, per volontà dei librai originari dell'alta
Lunigiana, nasce il Premio Bancarella. Dal raduno dell'estate del
'52 è sorta l'Unione Librai Pontremolesi, per tanti anni presieduta
dal libraio ed editore Renzo Tolozzi, che organizza il premio in collaborazione
con l'Unione Librai delle Bancarelle e della Fondazione Città del
Libro. |
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