| QUARANT'ANNI DI PAROLE |
| Autore: |
Sandro Ciotti |
| Editore: |
Rizzoli |
| Anno: |
1998 |
Sandro Ciotti è notissimo non solo ai tifosi di calcio, ma anche al grande pubblico televisivo oggi, e ben prima a quello radiofonico. La voce inconfondibile, la capacità di sintetizzare in poche, efficacissime frasi, un'intera partita o le caratteristiche di un giocatore, hanno sempre dimostrato le sue doti di vero giornalista "di razza". Questo libro, che raccoglie le sue riflessioni su una quarantennale carriera di professionista della comunicazione, rivela aspetti della sua vita e delle sue esperienze giornalistiche meno noti al grande pubblico. Il giornalismo sportivo è l'ultimo, casuale approdo di una carriera che gli aveva permesso di incontrare, conoscere, avere stretti rapporti di amicizia con personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, di cui sono tracciati brevi ritratti. Sono quarant'anni di vita italiana in realtà quelli che emergono da questo libro autobiografico. La tormentata vita e la misteriosa morte di Luigi Tenco, il sodalizio d'amicizia e la serietà giocosa di Enzo Jannaci, le grandi dive come Sophia Loren o la Lollobrigida o le antidive come Claudia Cardinale, splendida nella sua spontaneità. Quindi brevi descrizioni di città di un'Italia forse lontana, città legate a ricordi personali e a personaggi che le hanno rese famose. Tra queste la città di Napoli è quella a cui Ciotti è forse più legato affettivamente, per il calore degli abitanti, per quella straordinaria vena musicale che la caratterizza e per essere città natale di Giuseppe Marotta.
I "Grandi Eventi" è il titolo di un capitolo che tratteggia i momenti essenziali delle grandi manifestazioni sportive: le Olimpiadi e i Campionati del mondo. Sono i protagonisti di questi eventi, i calciatori e gli allenatori ad essere caratterizzati con brevi, efficaci descrizioni.
A conclusione di questa biografia, Ciotti racconta il suo rapporto con la radiocronaca, nuova arte giornalistica, e quindi con la cronaca televisiva, meno amata della prima, ma che ha dato un volto a chi sembrava per tanti italiani essere solo una voce roca e vibrante nello stesso tempo.
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