Fondazione Città del Libro Premio Bancarella Premio Bancarellino Premio Bancarella Sport
Premio Bancarella della Cucina
Fiera del Libro Sportivo


 * Home
 * Storia
 * Regolamento
 * Programma
 * I libri del mese
 * Sestina
 * Albo d'oro
 * Rassegna stampa
 * Foto-gallery
 * Mailing-list
 * Info
 * I Librai del Bancarella
 * Librerie votanti al Bancarella 2010



ELIZABETH STROUT CON “OLIVE KITTERIDGE “ 19 Luglio 2010
Da: FONDAZIONE CITTA DEL LIBRO

Poco prima delle 23.30 nella mediovale Piazza della Repubblica a Pontremoli, Elizabeth Strout è stata proclamata vincitrice del 58° Premio Bancarella, al termine dello spoglio pubblico delle schede inviate al notaio dalla giuria, formata da 200 librai italiani, che il numeroso pubblico ha seguito voto per voto munito di penna e tabella.
“OLIVE KITTERIDGE” edito da Fazi ha vinto con 100 voti su 187 schede pervenute, superando gli altri cinque libri finalisti: S.O.S. Amore di Federica Bosco (Newton Compton) con 31 voti, La scatola dei calzini perduti di Vauro Senesi (Piemme) 28 voti, Il giudice meschino di Mimmo Gangemi (Einaudi) 16 voti, L’assassino qualcosa lascia di Rosa Mogliasso (Salani) 7, Confessione di Bill James (Sellerio) 5.

Elizabeth Strout è nata a Portland (Maine) nel 1956. Poco dopo aver completato gli studi in giurisprudenza ha deciso di abbandonare la professione per dedicarsi alla scrittura, impresa che le è costata molti anni di rifiuti e anonimato fino a quando alcuni suoi racconti hanno trovato spazio su riviste letterarie prestigiose come il "Newyorker" e l' "Oprah Magazine". Poi, nel 1998 viene pubblicato il suo primo romanzo, Amy e Isabelle, che le permette di ricevere il giusto riconoscimento letterario e con il quale si aggiudica il Los Angeles Times Art Seidenbaum Award per l'opera prima e il Chicago Tribune Heartland Prize, oltre ad essere finalista al PEN/Faulkner Prize e all'inglese Orange Prize. Prima che si riesca a vedere il suo secondo romanzo passano otto anni e Resta con me giunge così in libreria nel 2006, storia di un rapporto difficile tra un padre e una figlia piccola. Nel 2008 esce il suo terzo romanzo, Olive Kitteridge, che riceve ancora una volta un entusiastico giudizio di critica, e che nel 2009 riceve il prestigiosissimo premio Pulitzer, che la consacra tra i grandi maestri della letteratura americana contemporanea.

Olive Kitteridge è un'insegnante in pensione che con implacabile intelligenza critica osserva i segni del tempo moltiplicarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: una cantante di club tormentata da un amore ormai finito; un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; un figlio adulto, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che trova nella sua fedeltà al matrimonio una benedizione, e una croce. Così, nell'attimo stesso in cui questa corte di personaggi è alle prese con il proprio precario mestiere di vivere, Olive viene condotta verso una più profonda comprensione di sé e della propria vita. Con dolore, e con spietata onestà, in Olive Kitteridge si accampano i vari accenti e le diverse declinazioni della condizione umana - i conflitti, gli scampoli di pace, e la resistenza necessaria per fronteggiarli entrambi. E il fragile, sottile miracolo di un'altissima pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle autrici più apprezzate della narrativa.

Il salotto è stato presentato dalla giornalista di Sky Letizia Leviti che ha stimolato gli autori finalisti a presentare la loro opera al numerosissimo pubblico che ha assistito alla cerimonia, la serata è stata riscaldata da un botta e risposta tra il finalista Vauro e l’ospite Stefano Zurlo de “Il Giornale” sul tema della magistratura.

Notevole successo di pubblico è stato riscosso da tutte le manifestazioni collaterali organizzate dalla Fondazione Città del Libro per celebrare questa 58 edizione. Migliaia di persone hanno seguito i due importanti appuntamenti musicali di venerdì con il coro Gospel “Free Voices Gospel Choir”, diretto dalla Mª Laura Robuschi e di sabato sera quando 14 maestri del “Ensamble Strumentale Scaligero” hanno eseguito pezzi di Gioachino Rossini, Pietro Morlacchi, George Gershwin e Leonard Bernstein, in ricordo di Cesare Matteoni, maestro elementare di generazioni di pontremolesi.


<<< back >>>


Fondazione Città del Libro © 2005 Web Design by Luni.Net Srl